“L’ennesima gravidanza biochimica”….e il fallimento ricorrente dell’impianto embrionario
Il risultato del transfer embrionario che maggiormente angoscia le coppie che si sottopongono ad un trattamento di fecondazione assistita è quello che viene definito come “gravidanza biochimica”. Sostanzialmente consiste in un rialzo dell’hcg (l’ormone della gravidanza) che tuttavia ha un andamento incrementale non ottimale nel corso dei giorni e sfocia poi in un suo spontaneo decremento fino all’azzeramento.

Dal punto di vista biologico si tratta di una gravidanza iniziata male e che termina rapidamente il suo corso senza dare neanche la possibilità alla coppia di arrivare ad eseguire la prima ecografia della gravidanza. Questo risultato a volte angoscia ancor di più del semplice esito francamente negativo dell’hcg in quanto genera mille domande e diventa ancor più frustrante quando tende a ripetersi con i successivi tentativi. Ovviamente il quesito che maggiormente viene posto dopo un tale esito è sempre riferito al perchè ciò avvenga, motivo per il quale cerchiamo di fare un pò di chiarezza su quelle che possono essere le varie cause. Statisticamente, la cause più frequente di una gravidanza biochimica sta nel fatto che quell’embrione trasferito in utero, aveva in sè, dei riarrangiamenti cromosomici che impedivano la possibilità che quest’ultimo potesse essere evolutivo. Questo avviene con una frequenza variabile in tutte le coppie perchè è determinato dalla biologia umana, ovvero quando si fondono i corredi cromosomici dell’ovocita e dello spermatozoo si avviano dei processi biologici che portano ad un’equa distribuzione dei cromosomi per fare in modo che l’embrione che ne deriva abbia 23 cromosomi di origine materna e 23 cromosomi di origine paterna. Quando questo processo non è perfetto ci possono degli sbilanciamenti cromosomici e quindi si possono formare embrioni con cromosomi sovrannumerari determinando quelle che vengono definite come aneuploidee che generalmente sono incompatibili con la vita. Questa è un’evenienza che, come si diceva, può incorrere in qualsiasi coppia ma che diventa più frequente quando aumenta l’età materna oppure in caso di un liquido seminale con una percentuale dna spermatico frammentato o di forme anomale elevata. Tuttavia esistono anche altre cause che possono facilitare il fallimento ricorrente dell’impianto conviene schematizzarle tutte in questo modo:
- Età femminile e ridotta qualità ovarica
- Dna spermatico frammentato e/o teratospermia severa
- Anomalie strutturali nei cromosomi dei genitori (traslocazioni, inversioni, delezioni, ecc)
- Anomalie del metabolismo/endocrinologiche
- Trombofilie
- Autoimmunitarie
- Malformazioni uterine
- Endometriti croniche
- Asincronismo endometriale
Da ciò si evince come il campo d’indagine sia veramente ampio, motivo per il quale si dovrebbe cercare di tranquillizzare la coppia di fronte ad un singolo fallimento che non necessariamente deve indicare la presenza di una problematica medica ma potrebbe semplicemente essere un evento legato alla fisiologia. Ovvio che in situazioni dove l’esito negativo si ripete occorre fare un’attenta epicrisi dei fatti che vanno contestualizzati e in tal caso eseguire gli accertamenti più mirati possibili.
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