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Impatto delle Malattie Autoimmunitarie sulla Riserva Ovarica Femminile

Le malattie autoimmunitarie rappresentano una delle principali cause di compromissione della riserva ovarica femminile, contribuendo in modo significativo allo sviluppo dell’insufficienza ovarica prematura (POI) e alla riduzione della fertilità. Questo fenomeno complesso coinvolge meccanismi patogenetici multipli che interferiscono con la normale funzione ovarica, determinando conseguenze cliniche rilevanti per la salute riproduttiva e generale delle donne.

Epidemiologia e Prevalenza

L’insufficienza ovarica prematura colpisce circa l’1% delle donne prima dei 40 anni, con una prevalenza che varia significativamente in base all’età: 1:10.000 nelle donne di 18-25 anni, 1:1.000 tra i 25-30 anni e 1:100 tra i 35-40 anni.Le cause autoimmuni sono responsabili del 4-30% dei casi di POI, rendendo l’autoimmunità uno dei principali fattori patogenetici identificabili.

Meccanismi Patogenetici Specifici

Ooforite Linfocitaria Autoimmune

Il meccanismo patogenetico principale attraverso cui le malattie autoimmuni compromettono la riserva ovarica è l’ooforite linfocitaria autoimmune. Questa condizione è caratterizzata dall’infiltrazione di cellule infiammatorie mononucleate – inclusi linfociti T, cellule natural killer, macrofagi e plasmacellule – nella teca interna dei follicoli in crescita e nei corpi lutei.

L’infiltrato infiammatorio risparmia selettivamente i follicoli primordiali e primari, concentrando l’attacco immunitario sui follicoli in sviluppo attivo. Questo processo determina la distruzione progressiva delle cellule deputate alla steroidogenesi e alla crescita follicolare, compromettendo irreversibilmente la capacità riproduttiva dell’ovaio.

Disregolazione del Sistema Immunitario

Le malattie autoimmuni determinano profonde alterazioni nelle sottopopolazioni cellulari immunitarie che compromettono l’omeostasi ovarica:

Alterazioni dei Linfociti T:

  • Aumento dei linfociti T CD4+ pro-infiammatori nel sangue periferico
  • Riduzione o disfunzione delle cellule T regolatorie (Treg), con conseguente perdita della capacità di sopprimere le reazioni autoimmuni
  • Alterazioni del rapporto CD4+/CD8+, spesso diminuito nelle pazienti con POI

Squilibrio delle Citochine:

  • Aumento delle citochine pro-infiammatorie: IFN-γ, IL-6, IL-21, IL-1α nel siero e nel fluido follicolare
  • Diminuzione delle citochine anti-infiammatorie: TGF-β e IL-29
  • Alterazioni dei livelli di TNF-α, che a concentrazioni elevate può indurre apoptosi delle cellule ovariche

Marcatori Clinici e Diagnostici

Ormone Anti-Mülleriano (AMH)

L’AMH rappresenta il marcatore più sensibile e precoce di compromissione della riserva ovarica. Numerosi studi dimostrano riduzioni significative dei livelli di AMH in donne con malattie autoimmuni:

  • Tiroidite Autoimmune: Le donne con autoimmunità tiroidea mostrano livelli di AMH significativamente ridotti, con una differenza mediana di 0,5 ng/mL rispetto ai controlli
  • Lupus Eritematoso Sistemico: I livelli di AMH sono costantemente diminuiti nelle pazienti con LES, con riduzioni che variano da 1,71±1,29 ng/mL vs 3,33±1,76 ng/mL nei controlli
  • Diabete Mellito Tipo 1: Le pazienti mostrano livelli di AMH significativamente ridotti, particolarmente durante e dopo la pubertà
  • Artrite Reumatoide: Nonostante risultati contrastanti, molti studi evidenziano riduzioni significative dell’AMH

Conta dei Follicoli Antrali (AFC)

L’AFC fornisce una valutazione diretta della riserva follicolare disponibile. Riduzioni significative sono documentate in:

  • Lupus eritematoso sistemico: 10,90±3,00 vs 14,61±4,93 nei controlli
  • Diabete mellito tipo 1
  • Sindrome da antifosfolipidi primaria
  • Dermatomiosite e spondilite anchilosante

Patologie Autoimmuni Specifiche e Loro Impatto

Tiroidite di Hashimoto

La tiroidite di Hashimoto rappresenta la malattia autoimmune più comune in età fertile, con una prevalenza globale del 5%. L’associazione con la compromissione ovarica è supportata da evidenze multiple:

  • Meccanismo Età-Dipendente: L’impatto sulla riserva ovarica sembra essere insidioso e progressivo. Nelle donne sopra i 39 anni con autoimmunità tiroidea si osserva una tendenza verso livelli più bassi di AMH
  • Anticorpi Specifici: La presenza di anticorpi anti-tireoglobulina è associata a una conta follicolare antraale significativamente ridotta (8,0 vs 11,5 follicoli)
  • Prevalenza nei Disturbi Ovarici: Il 60,7% delle donne con riserva ovarica ridotta presenta anticorpi anti-tireoglobulina positivi

Lupus Eritematoso Sistemico

Il LES determina compromissione ovarica attraverso meccanismi multipli:

  • Danno Diretto: Infiammazione sistemica che include ooforite autoimmune
  • Danno Iatrogeno: L’uso di ciclofosfamide, farmaco immunosoppressore comune nel trattamento del LES, causa danno ovarico diretto
  • Disturbi dell’Asse Ipotalamo-Ipofisi-Ovaio: Il LES può alterare la regolazione ormonale centrale

Sclerosi Multipla

La sclerosi multipla può influenzare la fertilità attraverso diversi meccanismi:

  • Insufficienza Ovarica Primitiva Autoimmune: Può rappresentare una causa di infertilità nei pazienti con SM
  • Effetti Farmacologici: Farmaci immunosoppressori come ciclofosfamide e mitoxantrone possono causare insufficienza ovarica

Implicazioni Cliniche e Terapeutiche

Screening e Monitoraggio

Le linee guida ESHRE raccomandano uno screening sistematico per le malattie autoimmuni nelle donne con POI:

  • Screening Tiroideo: Ricerca degli anticorpi anti-TPO in tutte le donne con POI
  • Screening Surrenale: Dosaggio degli anticorpi anti-21OH o anti-corticosurrene
  • Monitoraggio della Riserva Ovarica: Valutazione regolare di AMH e AFC nelle donne con malattie autoimmuni

Preservazione della Fertilità

Per le donne con malattie autoimmuni che necessitano di trattamenti gonadotossici, è fondamentale considerare tecniche di preservazione della fertilità:

  • Crioconservazione degli Oociti: Tecnica di elezione prima dell’inizio di terapie potenzialmente dannose
  • Crioconservazione del Tessuto Ovarico: Opzione per pazienti giovani o in situazioni di urgenza terapeutica
  • Soppressione Ovarica: L’uso di agonisti del GnRH durante la chemioterapia può ridurre il danno ovarico

Conclusioni

L’impatto delle malattie autoimmunitarie sulla riserva ovarica femminile rappresenta un problema clinico complesso e multifattoriale che richiede un approccio multidisciplinare. I meccanismi patogenetici coinvolgono l’ooforite linfocitaria autoimmune, la produzione di autoanticorpi specifici e la disregolazione del sistema immunitario, determinando una compromissione progressiva e spesso irreversibile della funzione ovarica.

Le evidenze scientifiche attuali supportano la necessità di uno screening sistematico per le malattie autoimmuni nelle donne con insufficienza ovarica prematura e, reciprocamente, di un monitoraggio regolare della riserva ovarica nelle pazienti con malattie autoimmuni. L’AMH emerge come il marcatore più sensibile e precoce di compromissione ovarica, mentre la conta dei follicoli antrali fornisce informazioni complementari sulla riserva follicolare residua.

La gestione ottimale di queste pazienti richiede una stretta collaborazione tra ginecologi, endocrinologi, reumatologi e specialisti in medicina della riproduzione. È essenziale implementare strategie di preservazione della fertilità prima dell’inizio di terapie potenzialmente gonadotossiche e sviluppare approcci terapeutici innovativi per proteggere e ripristinare la funzione ovarica. Solo attraverso un approccio integrato e basato sull’evidenza sarà possibile migliorare significativamente la prognosi riproduttiva e la qualità di vita delle donne affette da malattie autoimmunitarie.

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