Fecondazione in Vitro OMOLOGA
La fecondazione assistita di secondo livello include procedure più avanzate rispetto ai trattamenti di base, come l'inseminazione intrauterina. Queste tecniche sono solitamente raccomandate per coppie che hanno difficoltà a concepire con metodi meno invasivi. Rappresenta una tecnica maggiormente “medicalizzata” ma che ha un tasso di successo decisamente più elevato. Le indicazioni principali sono:
- Ridotta riserva ovarica
- Fattore tubarico
- Età femminile
- Severo fattore maschile
- Fallimento di tecniche di I° livello
- Malattie genetiche

I tipi di tecniche possono essere così schematizzate:
- Fertilizzazione In Vitro (FIV): Questa è stata per anni la procedura più comune di secondo livello. Consiste nel prelevare gli ovociti dalle ovaie e posizionarli, con gli spermatozoi, su una piastra in laboratorio per ottenere gli embrioni. In questo modo non c’è alcuna selezione degli spermatozoi ma la fecondazione avverrà in modo più “naturale”;
- Microiniezione intracitoplasmatica di Spermatozoi (ICSI): In questa tecnica, un singolo spermatozoo viene iniettato direttamente all'interno di un ovocita. Un tempo era la tecnica di elezione nei casi di infertilità maschile severa; ad oggi ormai è la procedura biologica più utilizzata anche in caso di un liquido seminale normale vista l’introduzione di tecniche che permettono la selezione di spermatozi a più bassa concentrazione di dna frammentato;
- Embryo Freezing: E’ la tecnica di congelamento embrionario. E’ una tecnica accessoria ma che viene utilizzata estensivamente durante un ciclo di fecondazione assistita. E’ fondamentale perchè permette il congelamento di embrioni sovrannumerari ottenuti durante la fertilizzazione che possono essere utilizzati dalla coppia per un eventuale secondo tentativo e/o seconda gravidanza senza dover ripetere la stimolazione ovarica. Inoltre permette di procrastinare il transfer embrionario qualora non ci fossero le condizioni migliori al termine della stimolazione come il rischio dell’iperstimolazione ovarica, un endometrio non idoneo, un picco prematuro del progesterone;
- Screening Pre-Impianto (PGT/PGD): Queste tecniche consentono di analizzare gli embrioni per malattie genetiche o anomalie cromosomiche prima del trasferimento nell’utero. E’ una tecnica indicata in quelle coppie che hanno un rischio di trasmettere al bambino una condizione genetica rara oppure in quelle coppie in cui l’età femminile sia avanzata visto l’elevata percentuale di blastocisti aneuploidi che generalmente vengono prodotte.
Il successo delle tecniche di fecondazione assistita di secondo livello varia in base a numerosi fattori. In genere, il tasso di gravidanza è intorno al 30-35% per ciclo, ma può variare notevolmente soprattutto in base all’età femminile che, rappresenta ancora oggi, il parametro che maggiormente influisce sul buon esito della tecnica. Per tale motivo è bene che la coppia arrivi ad una valutazione specialistica in tempi non troppo dilatati. Ad oggi, si consiglia un consulto specialistico, dopo un anno di tentativi di concepimento spontaneo, nelle coppie dove l’età femminile è inferiore ai 35 anni. Tale parametro temporale viene ridotto a 6 mesi di tentativi se l’età femminile è superiore ai 35 anni, oppure se sono già note condizioni cliniche che potrebbero minare la fertilità come l’endometriosi, malattie autoimmunitarie, pregressa chirurgia ovarica, pregressi trattamenti oncologici, familiarità per menopausa precoce.
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