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La fertilità femminile è intrinsecamente e irreversibilmente legata all’età. A differenza della spermatogenesi maschile, che persiste per tutta la vita, la donna nasce con un patrimonio follicolare finito, non rinnovabile, che si consuma progressivamente dalla vita fetale fino alla menopausa. Con il passare degli anni non diminuisce solo il numero degli ovociti (riserva ovarica quantitativa), ma peggiora profondamente anche la loro qualità biologica: struttura, assetto cromosomico, funzione mitocondriale, integrità epigenetica. Il risultato è un declino della fertilità spontanea che inizia già a 25-27 anni, diventa clinicamente significativo dopo i 35 e precipita dopo i 40.


1. Il Patrimonio Follicolare nel Tempo

Dalla vita fetale alla menopausa

La dinamica quantitativa degli ovociti segue una traiettoria decrescente e irreversibile:

·       20ª settimana di vita fetale: picco massimo di circa 6-7 milioni di cellule germinali nelle ovaie fetali

·       Nascita: già ridotto a 1-2 milioni per effetto dell’atresia follicolare

·       Pubertà: 200.000-500.000 follicoli residui

·       Vita fertile: solo 400-500 ovociti raggiungeranno l’ovulazione; gli altri andranno incontro ad atresia

·       Menopausa (età media ~51 anni): esaurimento pressoché completo della riserva

Questo processo di perdita follicolare è continuo, esponenziale e non recuperabile. Il ritmo di atresia non è lineare: fino ai 37-38 anni la perdita è relativamente lenta, dopodiché accelera bruscamente. È stato stimato che quando rimangono circa 25.000 follicoli — soglia che si raggiunge mediamente intorno ai 37-38 anni — inizia un declino accelerato della riserva.

Marcatori della riserva ovarica

La valutazione clinica della riserva si basa su tre indicatori principali:

·       AMH (Ormone Anti-Mülleriano): prodotto dalle cellule della granulosa dei follicoli pre-antrali e antrali piccoli; è il marcatore più affidabile e non dipende dal giorno del ciclo. I valori medi per fascia d’età declinano da circa 5,4 ng/mL a 25 anni, a 3,5 a 30 anni, 2,3 a 35 anni, 1,3 a 40 anni, fino a <0,07 ng/mL oltre i 43 anni

·       AFC (Antral Follicle Count): conta ecografica dei follicoli antrali (2-10 mm) effettuata tra il 2° e il 5° giorno del ciclo

·       FSH basale: elevato (>10 mIU/mL) indica una riserva ridotta; è un indicatore indiretto, meno precoce dell’AMH


2. Qualità Ovocitaria: Meccanismi del Declino Età-Dipendente

La riduzione della qualità ovocitaria con l’età non dipende da un singolo fattore ma da un intreccio complesso di alterazioni molecolari, cromosomiche, organellari ed epigenetiche che si accumulano nel corso di decenni. Di seguito i meccanismi principali.

2.1 Aneuploidia: il determinante più critico

L’aneuploidia — la presenza di un numero anomalo di cromosomi nell’ovocita — è la causa principale del declino della qualità ovocitaria correlato all’età ed è responsabile della maggior parte degli aborti spontanei e degli insuccessi impiantativi.

La progressione è documentata con precisione:

Fascia d’etàTasso di aneuploidia embrionale stimato
25-30 anni~25-29%
31-35 anni~35%
35-37 anni~45%
38-40 anni~60%
41-43 anni~70-80%
>44-45 anni>80-90%

Questa curva, che mostra un’accelerazione marcata dopo i 37 anni, rispecchia direttamente la curva del declino della fertilità spontanea.

2.2 Deterioramento della coesinina: il “crollo del collante cromosomico”

La ragione biologica profonda dell’aumento di aneuploidia con l’età risiede nel progressivo deterioramento delle coesine meiotiche — complessi proteici ad anello che tengono uniti i cromatidi fratelli dai mesi fetali fino all’ovulazione.

Le coesine meiotiche (in particolare le subunità REC8 e SMC1B) vengono sintetizzate durante la vita fetale e non vengono rimpiazzate dopo la nascita. Un ovocita che viene ovulato a 40 anni ha coesine che devono aver mantenuto integra la loro funzione per 4 decenni. Non è sorprendente che questa struttura si deteriori nel tempo:

·       Studi immunofluorescenti su sezioni ovariche umane documentano una riduzione significativa di REC8 e SMC1B nelle donne ≥40 anni rispetto a quelle di ~20 anni 

·       Quando i livelli di REC8 scendono sotto il 10% rispetto ai valori di partenza, si registra un’impennata degli errori di segregazione nel video live imaging

·       L’incapacità delle cellule di ricaricare le coesine dopo la nascita è stata dimostrata sperimentalmente, rendendo il declino coesinico — e quindi l’aneuploidia — un fenomeno difficilmente reversibile

2.3 Disfunzione mitocondriale e stress ossidativo

I mitocondri occupano un ruolo centrale nella qualità ovocitaria per tre ragioni: producono l’ATP necessario alla meiosi e alle prime divisioni embrionali, regolano gli ioni calcio (fondamentali per l’attivazione dell’ovocita alla fecondazione) e, se disfunzionali, generano specie reattive dell’ossigeno (ROS) che danneggiano le macromolecole cellulari.

Con l’invecchiamento si verificano le seguenti alterazioni mitocondriali:

·       Riduzione del numero di copie di DNA mitocondriale (mtDNA): le donne più anziane mostrano un minor numero di copie per ovocita

·       Accumulo di mutazioni nel mtDNA: la frequenza di mutazioni può raggiungere il 60% negli ovociti di bassa qualità vs. 20% in quelli di alta qualità

·       Ridotta produzione di ATP: insufficiente per sostenere la corretta progressione meiotica e le prime divisioni cellulari

·       Accumulo di ROS: innesca un ciclo vizioso di disfunzione mitocondriale → aumento di ROS → ulteriore danno mitocondriale → apoptosi

2.4 Alterazioni del fuso meiotico e dello Spindle Assembly Checkpoint (SAC)

Il fuso meiotico (spindle) è la struttura proteica che allinea e separa i cromosomi durante la meiosi. Con l’invecchiamento:

·       La morfologia del fuso si altera: anomalie nella disposizione dei microtubuli, difetti nell’allineamento dei cromosomi alla piastra metafasica

·       Lo Spindle Assembly Checkpoint (SAC) — il sistema di sorveglianza che blocca la progressione meiotica fino al corretto allineamento cromosomico — diventa progressivamente meno sensibile con l’età

·       L’indebolimento del SAC significa che la cellula “tollera” l’errato allineamento cromosomico prima di procedere alla divisione, generando così aneuploidia

2.5 Alterazioni della zona pellucida

La zona pellucida (ZP) è l’involucro glicoproteico che circonda l’ovocita e svolge funzioni critiche: media il legame degli spermatozoi, previene la polispermia e protegge l’embrione nelle prime fasi di sviluppo.

Con l’invecchiamento si osservano:

·       Modificazioni nella struttura dei microfilamenti della superficie della ZP: da “rugosa” (favorevole al legame degli spermatozoi) a “liscia” (con ridotta capacità di legame)

·       Aumento dello spessore della ZP nelle donne >38 anni rispetto a quelle più giovani 

Queste alterazioni strutturali si associano a riduzione del tasso di fecondazione. 

2.6 Alterazioni morfologiche degli ovociti

Sul piano morfologico, gli ovociti provenienti da donne in età avanzata mostrano, con maggiore frequenza:

·       Vacuoli citoplasmatici

·       Granulazione grossolana del citoplasma

·       Corpo polare con morfologia alterata

·       Riduzione del diametro ovocitario

·       Alterazioni del fuso meiotico visibili alla microscopia polarizzata (PolScope)

·       Riduzione della birifrangenza della zona pellucida


3. Dall’Ovocita alla Gravidanza: le Conseguenze Cliniche del Declino Qualitativo

Ridotta competenza allo sviluppo

La minore qualità ovocitaria si traduce in una ridotta capacità degli embrioni di raggiungere lo stadio di blastocisti e di impiantarsi. Il tasso di arresto dello sviluppo embrionale aumenta significativamente con l’età materna:

Fascia d’etàTasso mediano di arresto embrionale (EDA)
<35 anni33,0%
35-37 anni38,0%
38-40 anni40,0%
41-42 anni44,0%
>42 anni44,0%

Aborto spontaneo

L’aneuploidia — principale difetto degli ovociti in età avanzata — è la causa del 50-70% degli aborti spontanei del primo trimestre. Di conseguenza, il tasso di aborto aumenta proporzionalmente con l’età materna:

Fascia d’etàTasso di aborto spontaneo
<20 anni~15,8%
20-24 anni~11,3%
25-29 anni~9,8-10% (minimo assoluto)
30-34 anni~11-12%
35-39 anni~20-25%
40-44 anni~29-40%
≥45 anni>53%

Rischio di anomalie cromosomiche nei nati

L’aneuploidia ovocitaria che supera il “filtro” dell’aborto spontaneo si traduce in nati con anomalie cromosomiche. Il rischio di gravidanza geneticamente anomala aumenta in modo marcato:

EtàRischio di gravidanza geneticamente anomala
25 anni1 su 475
35 anni1 su 178
40 anni1 su 62
45 anni1 su 18

Il rischio di trisomia 21 (Sindrome di Down) sale da 1:1000 a 25 anni, a 1:106 a 40 anni, fino a 1:30 a 45 anni.


4. Fertilità Spontanea e Probabilità di Gravidanza per Ciclo

Picco di fertilità e prime riduzioni

Il picco di fertilità femminile si colloca tra i 20 e i 25 anni, con una probabilità di concepimento per ciclo di circa il 25%. Già dopo i 27 anni si documenta un calo statisticamente significativo della fertilità, benché la fertilità rimanga relativamente buona fino ai 32 anni.

Dati quantitativi per fascia d’età

EtàProbabilità di concepimento per cicloProbabilità in 12 mesiNote
20-25 anni~25%~95% in 1 annoPicco di fertilità
25-29 anni~25%~78-86%Massima efficienza riproduttiva
30 anni~20%~75% (live birth in 1 anno)Inizio lieve declino
35 anni<15%~66% (live birth in 1 anno)Accelerazione del declino
38-39 anni~8-10%~52%Riduzione marcata
40 anni<5%~40-50%Forte riduzione
44-45 anni~1%Molto bassaQuasi infertilità spontanea

Tempo necessario al concepimento

La probabilità cumulativa di concepimento nell’arco di 4 anni di tentativi varia sensibilmente con l’età:

·       A 30 anni: 91% di probabilità di gravidanza con nato vivo entro 4 anni

·       A 35 anni: 84% entro 4 anni

·       A 40 anni: probabilità significativamente inferiore

Questo dato sottolinea come le donne over 35-40 non siano infertili in assoluto, ma abbiano bisogno di più tempo e abbiano più probabilità di non raggiungere la gravidanza entro i normali tentativi attesi.


5. Fattori che Modulano il Declino

Benché l’età sia il fattore principale e determinante, la velocità con cui la riserva ovarica diminuisce varia tra individui per cause multifattoriali:

·       Genetica: varianti in geni come FMR1 influenzano la riserva ovarica; alcune donne vanno in menopausa precoce per cause genetiche

·       Fumo: accelera il declino della riserva e anticipa la menopausa di 1-4 anni; è uno dei fattori ambientali più documentati

·       Endometriosi: riduce la riserva ovarica attraverso infiammazione cronica e danno tessutale ovarico

·       Chirurgia ovarica pregressa: ogni intervento sulle ovaie riduce permanentemente il patrimonio follicolare

·       Terapie oncologiche (chemio, radioterapia): causano insufficienza ovarica prematura

·       Fattori ambientali: esposizione a interferenti endocrini, inquinanti organici, solventi

·       Stile di vita: obesità, denutrizione, stress cronico, carenza di vitamina D, consumo eccessivo di alcol


6. Implicazioni Cliniche per la PMA

Il declino della qualità ovocitaria è il principale limite delle tecniche di PMA nelle donne di età avanzata. I tassi di successo dell’IVF con ovociti autologhi precipitano in modo analogo alla fertilità spontanea. La soluzione clinica più efficace per superare questo limite è l’uso di ovociti donati da donatrici giovani, il cui utilizzo mantiene tassi di gravidanza stabili intorno al 50% indipendentemente dall’età della ricevente, poiché la qualità degli ovociti è quella della donatrice.

L’età materna emerge inoltre come fattore indipendente che influenza la tasso di euploidy negli embrioni da PGT-A: ogni anno di età materna si associa a una riduzione del coefficiente di euploidy (coefficiente di regressione -0,009).

Per le donne che non accettano la donazione, il PGT-A (test genetico preimpianto per aneuploidy) aumenta i tassi di gravidanza nelle fasce 35-40 anni (RR 1,04-1,14 rispetto al trasferimento senza selezione genetica), ma non annulla i limiti imposti dalla minor riserva.


7. Sintesi: Traiettoria della Qualità Ovocitaria e della Fertilità per Fascia d’Età

Fascia d’etàRiserva ovarica (AMH medio)Qualità ovocitariaTasso aneuploidiaFertilità spontanea/cicloRischio aborto
20-25 anni5,4 ng/mLOttima~25%~25%~10-11%
26-30 anni3,5 ng/mLBuona~30-35%~20-25%~10-12%
31-35 anni2,3 ng/mLDiscreta, inizio calo~35-45%~15-20%~12-15%
36-40 anni1,3 ng/mLSignificativamente ridotta~50-60%~5-15%~20-30%
41-44 anni0,5-1,0 ng/mLMolto compromessa~70-80%~1-5%~40-60%
>45 anni<0,07 ng/mLQuasi esaurita>80-90%<1%>53%

Nota: i dati di questa tabella sintetizzano valori di riferimento da più fonti della letteratura e devono essere intesi come stime medie; la variabilità individuale è significativa.


Il declino della fertilità femminile correlato all’età è un fenomeno biologico inevitabile e multilivello. La sua radice più profonda sta nel fatto che gli ovociti vengono “programmati” nella vita fetale e poi “aspettano” — per decenni — di essere ovulati. Durante questa lunga attesa, i macchinari molecolari che garantiscono la corretta segregazione cromosomica (coesine, fuso meiotico, SAC), la produzione energetica (mitocondri) e la regolazione epigenetica si deteriorano progressivamente e in modo non recuperabile.

La conseguenza pratica è che la finestra ottimale per il concepimento si colloca tra i 20 e i 32 anni, che la soglia criticadi accelerazione del declino si raggiunge intorno ai 35-37 anni, e che dopo i 40 anni le possibilità di gravidanza spontanea scendono sotto il 5% per ciclo con tassi di aborto superiori al 29-40%. Queste evidenze hanno implicazioni dirette per la consulenza riproduttiva, la pianificazione familiare e la programmazione di percorsi PMA personalizzati in base all’età e alla riserva ovarica individuale.

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