Età femminile e fertilità
La fertilità femminile, come ormai è noto da anni, è fortemente condizionata dall’età.
L’età maggiormente fertile in una donna è tra i 20 e i 25 anni, con il 33-35% di possibilità, in quest’epoca, di ottenere una gravidanza stimata ogni mese.
Oltre i 35 anni questa percentuale si riduce al 20% e oltre i 40 anni si riduce al di sotto del 10%.
L’età alla quale si osserva un cambiamento significativo è i 35-37 anni, oltre la quale inizia una marcata e sensibile riduzione della fertilità.

Ma facciamo un passo indietro, perché tutto ciò accade?
A differenza dell’uomo, che, in condizioni fisiologiche, durante tutta la vita produce milioni di miliardi di cellule riproduttive, nella donna, avviene esattamente il contrario: tutte le cellule riproduttive, gli ovociti, si producono prima della nascita e, con il passare del tempo il loro numero declina attraverso un processo inarrestabile di morte cellulare definito atresia. Questo processo di atresia inizia ben prima della nascita: basti pensare che quando un feto di sesso femminile è nella pancia della mamma possiede dai 6 ai 7 milioni di ovociti, il cui numero si riduce alla nascita a 1-2 milioni, scendendo intorno ai 300-500 mila alla pubertà e così via per tutta la durata della vita della donna arrivando a circa 1000 intorno ai 51 anni, l’età in cui inizia in media la menopausa. A causa di processi di invecchiamento cellulare, non solo si riduce, con il passare del tempo, la quantità ovocitaria, ma anche la qualità ovocitaria, rendendo così sempre più difficile per una donna la possibilità di concepire: questo è il motivo per cui dopo i 35 anni (età oltre la quale il numero di ovociti declina marcatamente) è maggiore il rischio di anomalie cromosomiche fetali e, di conseguenza, il rischio di aborto spontaneo.
Ciò va detto non per allarmare le future “mamme” ma soprattutto per far prendere coscienza del fatto che, a prescindere dagli importanti progressi scientifici, la biologia umana relativa "all’invecchiamento ovocitario” non può essere modificata più di tanto. In quest’ottica diventa fondamentale il consiglio di non procrastinare troppo in avanti la gestazione, ma anche di abbattere il muro di diffidenza che esiste nei confronti di tecniche come quella relativa al congelamento ovocitaria che, se eseguita nei tempi giusti, può rappresentare una vera opzione per preservare la fertilità femminile.
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