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Sistema Witness in laboratorio di PMA: come previene gli errori e migliora la sicurezza della fecondazione assistita

Introduzione: perché in un laboratorio di PMA la tracciabilità è tutto

Nel percorso di procreazione medicalmente assistita (PMA) il laboratorio è il cuore invisibile del trattamento. Ovociti, spermatozoi, zigoti ed embrioni vengono manipolati, coltivati, biopsiati, crioconservati e trasferiti, spesso a distanza di mesi o anni dal prelievo.

Ogni singolo passaggio critico – dal pick-up ovocitario all’embryo transfer – richiede la certezza assoluta che il gamete o l’embrione appartenga esattamente alla coppia giusta.

Il sistema Witness è la tecnologia nata per rendere questa certezza non più affidata solo alla vigilanza umana, ma a un controllo elettronico automatico, continuo e tracciabile.

In questo articolo di approfondimento vediamo cos’è il sistema Witness, come funziona, quale evidenza scientifica ne supporta l’uso, quali sono i suoi limiti e perché la sua diffusione rappresenta oggi uno standard di qualità per un laboratorio di PMA moderno.

Che cos’è il sistema Witness

Il termine witness, letteralmente “testimone”, indica in ambito PMA il controllo di verifica dell’identità di gameti, zigoti ed embrioni in ogni passaggio critico della procedura.

Il witness manuale

Storicamente il witness è stato umano: un secondo operatore, come biologo, embriologo, tecnico o medico, affianca l’operatore principale e verifica in doppio la corrispondenza tra paziente, coppia, ID e contenitore.

Questa modalità, nota come doppio controllo manuale o double witnessing, è tuttora prevista dalle raccomandazioni delle società scientifiche di settore per i passaggi che comportano il trasferimento di cellule da un contenitore a un altro.

Il witness elettronico

Il witness elettronico o electronic witnessing system (EWS) è l’evoluzione tecnologica del controllo manuale.

Si tratta di un sistema automatizzato di identificazione e tracciabilità basato tipicamente su radiofrequenza (RFID) o codici a barre, che verifica in tempo reale la compatibilità dei campioni presenti sulla postazione di lavoro e blocca la procedura in caso di mismatch.

Tra i sistemi più diffusi a livello internazionale vi è RI Witness™, basato sulla tecnologia RFID.

Come funziona il witness elettronico in laboratorio IVF

Il funzionamento del witness elettronico basato su RFID può essere descritto attraverso cinque componenti fondamentali.

1. Tag RFID sui contenitori

Su ogni contenitore di plasticheria da laboratorio – provette, piastre di coltura, paillette, vial, straw e cateteri per embryo transfer – viene applicata un’etichetta RFID monouso, associata in modo univoco a un paziente o a una coppia.

Il tag è progettato per essere utilizzato nelle diverse condizioni operative del laboratorio, comprese cappa, incubatore e crioconservazione.

2. Lettori RFID integrati nella postazione

Ogni workstation di embriologia è dotata di lettori RFID che rilevano continuamente i tag presenti nell’area di lavoro.

Il controllo è automatico e continuo, riducendo la dipendenza dall’attenzione momentanea dell’operatore.

3. Server centrale e integrazione con la cartella clinica

Un server collegato al database anagrafico e clinico del centro associa ogni tag RFID agli identificativi anagrafici, all’ID della coppia, ai consensi informati, agli esami virologici e alla cartella biologica.

La postazione di lavoro dispone inoltre di un tablet o monitor che mostra in ogni momento quale paziente o coppia è attiva.

4. Blocco automatico dei mismatch

Se sulla postazione entrano tag riferiti a pazienti diversi, il sistema genera un allarme sonoro e visivo, registra l’evento come mismatch e impedisce la prosecuzione della procedura fino alla risoluzione dell’anomalia.

5. Registro elettronico dei witness point

Ogni singola azione critica, definita witness point, viene registrata con:

  • data e ora;
  • operatore;
  • tipo di procedura;
  • esito del controllo.

Questo genera un audit trail completo e ricercabile per ogni ciclo, indispensabile per:

  • ispezioni e audit di qualità;
  • rintracciabilità retrospettiva in caso di eventi avversi;
  • analisi periodica degli errori;
  • identificazione dei punti deboli delle procedure;
  • miglioramento continuo dei protocolli.

Il razionale clinico: perché il witness previene gli errori

L’errore umano nel laboratorio di PMA

Il doppio controllo manuale, pur essendo storicamente efficace, è vulnerabile ai fattori tipici del lavoro umano ad alta ripetitività:

  • fatica e turni prolungati;
  • automatismo cognitivo;
  • confirmation bias del testimone che si aspetta il match;
  • distrazione e interruzioni frequenti;
  • carico di lavoro elevato nei centri ad alto volume.

Uno studio pluriennale condotto presso un centro IVF europeo ha analizzato dieci anni di witnessing elettronico, comprendendo 109.655 cicli PMA, 724.096 tag RFID e 849.650 witness point.

I risultati hanno evidenziato:

  • 2.132 mismatch totali intercettati dal sistema;
  • 144 mismatch critici, relativi a campioni non corrispondenti nella stessa area di lavoro o a problemi di etichettatura;
  • blocco degli eventi critici prima che potessero causare uno scambio;
  • tassi sostanzialmente stabili nel corso del decennio.

Il messaggio operativo è chiaro: anche in un laboratorio d’eccellenza, gli errori latenti esistono e possono essere numericamente rilevanti.

Il witness elettronico non “crea” errori: li rende visibili e intercettabili prima che diventino irreversibili.

I passaggi critici tutelati dal witness

I passaggi critici che richiedono un secondo operatore o un sistema elettronico di witness comprendono:

  • trasferimento del liquido seminale dal contenitore alle provette di lavaggio o centrifugazione;
  • trasferimento dell’aliquota di seme trattato alla provetta finale;
  • passaggio degli ovociti dal liquido follicolare alla piastra di coltura;
  • inseminazione degli ovociti mediante IVF convenzionale o ICSI;
  • messa in coltura dopo l’inseminazione;
  • cambio delle piastre durante la coltura sequenziale;
  • selezione e messa in piastra dell’embrione destinato a embryo transfer o crioconservazione;
  • scongelamento di ovociti, spermatozoi ed embrioni;
  • verifica pre-transfer della corrispondenza tra paziente, ID e piastra contenente gli embrioni.

Ognuno di questi passaggi rappresenta un potenziale punto di scambio: il witness elettronico li presidia contemporaneamente e senza interruzioni.

Miglioramento del workflow: sicurezza ed efficienza

Il witness elettronico non è soltanto uno strumento di sicurezza. Può contribuire anche all’efficienza operativa e alla qualità complessiva del laboratorio di PMA.

Riduzione del carico cognitivo dell’embriologo

Nel double witnessing manuale, un secondo operatore deve essere fisicamente presente a ogni passaggio critico.

In un centro ad alto volume questo comporta un consumo significativo di tempo-uomo e una maggiore complessità nell’organizzazione dei turni.

Il witness elettronico rende il controllo automatico, liberando il secondo operatore per le fasi in cui la presenza umana rimane realmente indispensabile.

Standardizzazione dei protocolli

Il sistema può impedire l’apertura di una piastra o l’avvio di una procedura se il contenitore non risulta correttamente associato al paziente attivo.

Il rispetto delle SOP (Standard Operating Procedures) diventa quindi parte integrante del processo operativo.

Audit trail elettronico

Ogni azione viene registrata con informazioni relative a:

  • firma elettronica;
  • timestamp;
  • operatore;
  • testimone;
  • procedura eseguita;
  • eventuale anomalia rilevata.

Questo permette:

  • conservazione dei dati di tracciabilità secondo i requisiti normativi e organizzativi applicabili;
  • analisi statistica periodica dei mismatch;
  • individuazione delle aree di miglioramento;
  • evidenza documentale durante audit e ispezioni.

Comunicazione con la paziente e la coppia

La presenza di un sistema Witness può rappresentare anche un elemento di fiducia e trasparenza verso la coppia.

Sapere che ogni passaggio viene tracciato elettronicamente può ridurre l’ansia legata al rischio di scambio di gameti o embrioni e rafforzare la percezione di sicurezza del centro.

Durante il colloquio informativo è quindi opportuno spiegare:

  • che cos’è il witness;
  • quali passaggi controlla;
  • come viene utilizzato nel centro;
  • quali procedure rimangono affidate al controllo umano.

Cosa dicono le raccomandazioni: SIERR, HFEA e quadro italiano

Le principali raccomandazioni sulla sicurezza del laboratorio di PMA convergono su alcuni principi fondamentali.

Identificazione e tracciabilità

Ogni centro dovrebbe implementare un sistema di identificazione e tracciabilità univoco, associato alla coppia e, quando applicabile, alla donazione.

L’identificazione deve essere applicata a tutti i contenitori utilizzati nel percorso, comprese:

  • provette;
  • piastre;
  • paillette;
  • vial;
  • straw.

Gestione dei campioni

Dovrebbe essere trattato un solo campione alla volta e si dovrebbe evitare la contemporanea presenza sullo stesso piano di lavoro di cellule appartenenti a coppie diverse.

Controllo dei passaggi critici

Ogni passaggio critico richiede un controllo in doppio, svolto da:

  • due operatori;
  • oppure un operatore e un sistema elettronico validato.

Validazione del sistema

Il sistema di witness automatico deve essere:

  • non dannoso per gameti ed embrioni;
  • adeguatamente validato;
  • sottoposto a verifica dei falsi positivi e falsi negativi;
  • accompagnato da adeguata formazione del personale.

Analisi degli errori

Gli errori registrati devono essere analizzati periodicamente per identificare eventuali debolezze di processo e migliorare le procedure.

Limiti e criticità: il witness elettronico non sostituisce l’embriologo

È fondamentale non trasformare il witness elettronico in un feticcio tecnologico.

Il sistema presenta infatti alcuni limiti reali.

Il sistema non identifica il singolo embrione

Il sistema RFID identifica principalmente la piastra o il contenitore, non la singola blastocisti al suo interno.

In fasi come la biopsia embrionale per PGT o la selezione dell’embrione da trasferire può quindi rimanere necessario il double witnessing manuale.

Il rischio del blind witnessing

Il blind witnessing, cioè la conferma automatica senza una reale verifica dell’etichetta da parte dell’operatore, rappresenta un rischio noto.

L’embriologo potrebbe infatti abituarsi a considerare sicuro tutto ciò che il sistema non blocca.

La tecnologia deve quindi essere considerata come un ulteriore livello di sicurezza e non come sostituzione del controllo professionale.

Necessità dell’etichettatura manuale

È importante mantenere un’etichettatura manuale indelebile su fondo e coperchio di piastre e provette.

Questa identificazione rimane fondamentale in caso di:

  • malfunzionamento RFID;
  • problemi di assegnazione;
  • errori tecnici;
  • necessità di verifica manuale.

Formazione e manutenzione

L’introduzione di un sistema Witness richiede:

  • formazione strutturata del personale;
  • aggiornamento periodico;
  • manutenzione del sistema;
  • procedure di emergenza in caso di malfunzionamento.

Un utilizzo scorretto può infatti introdurre nuovi rischi invece di eliminarli.

Alcuni passaggi restano inevitabilmente umani

Sono ancora necessarie competenze e verifiche umane per:

  • riconoscimento diretto della paziente prima del pick-up;
  • riconoscimento della paziente prima dell’embryo transfer;
  • verifica dei consensi;
  • gestione delle situazioni critiche;
  • selezione e identificazione del singolo embrione in alcune procedure.

Il witness elettronico è quindi uno strumento potentissimo ma complementare, non sostitutivo, alla competenza dell’embriologo.

Cosa cambia per la paziente e la coppia

Per una coppia che affronta un percorso di fecondazione in vitro (FIVET) o ICSI, la presenza del sistema Witness in laboratorio significa concretamente:

  • riduzione del rischio di scambio di gameti o embrioni nelle fasi presidiate;
  • tracciabilità del materiale biologico dal prelievo alla crioconservazione, allo scongelamento e al transfer;
  • disponibilità di un audit documentale del percorso;
  • riconoscimento diretto della paziente prima del transfer;
  • maggiore serenità psicologica durante un percorso già emotivamente impegnativo.

Nel colloquio informativo con la coppia è quindi opportuno spiegare cosa sia il witness, come venga utilizzato dal centro e quali passaggi rimangano affidati al controllo umano.

Come valutare un centro di PMA sotto il profilo della sicurezza

Se stai scegliendo un centro di procreazione medicalmente assistita, alcune domande sono particolarmente utili per valutare la sicurezza del laboratorio.

  • Il laboratorio dispone di un sistema di witness elettronico?
  • Quali sono i passaggi critici presidiati dal sistema?
  • In quali fasi resta obbligatorio il doppio controllo umano?
  • Come vengono registrati e analizzati eventuali mismatch?
  • Qual è la procedura di identificazione diretta della paziente al prelievo ovocitario e all’embryo transfer?
  • Come vengono gestite etichettatura e tracciabilità in crioconservazione?
  • Il personale riceve formazione periodica sull’utilizzo del sistema?
  • Esiste una procedura documentata per la gestione di un eventuale malfunzionamento del sistema?

Sono domande legittime alle quali un centro organizzato dovrebbe essere in grado di rispondere in modo chiaro e trasparente.

FAQ – Domande frequenti sul sistema Witness in PMA

Cos’è il sistema Witness in un laboratorio di PMA?

È un sistema di identificazione e tracciabilità elettronica di gameti, zigoti ed embrioni.

Utilizza tipicamente tag RFID applicati a provette, piastre e paillette per verificare automaticamente che sulla postazione di lavoro siano presenti campioni compatibili e bloccare la procedura in caso di mismatch.

Il sistema Witness è obbligatorio in Italia?

Il sistema elettronico Witness non costituisce, di per sé, uno standard tecnologico universalmente imposto come obbligatorio a livello nazionale.

Le procedure di identificazione e tracciabilità e il controllo dei passaggi critici sono invece elementi fondamentali della sicurezza del laboratorio di PMA.

Il witness elettronico elimina completamente il rischio di scambio di embrioni?

No, ma può ridurlo in modo significativo nelle fasi che presidia.

Il sistema intercetta e blocca i mismatch rilevati, ma alcune fasi richiedono comunque il controllo umano, tra cui l’identificazione della paziente e la selezione del singolo embrione in determinate procedure.

La sicurezza deriva quindi dall’integrazione tra:

  • witness elettronico;
  • doppio controllo manuale;
  • identificazione della paziente;
  • procedure standardizzate;
  • formazione del personale.

Che differenza c’è tra witness manuale e witness elettronico?

Il witness manuale è la verifica in doppio effettuata da due operatori umani.

Il witness elettronico è invece un sistema automatizzato, basato per esempio su RFID o barcode, che verifica la compatibilità dei campioni in tempo reale.

I due approcci non sono necessariamente alternativi: il controllo elettronico può essere integrato con quello umano nelle fasi in cui la tecnologia non è sufficiente.

Il sistema Witness può danneggiare gli ovociti o gli embrioni?

I sistemi certificati per l’utilizzo nei laboratori di PMA sono progettati per essere compatibili con gameti ed embrioni.

Prima dell’introduzione clinica devono essere considerate la sicurezza del sistema, la consistenza delle prestazioni e la gestione di eventuali falsi positivi e falsi negativi.

Quali sono i sistemi Witness più diffusi?

Tra i sistemi più conosciuti a livello internazionale vi è RI Witness™, basato sulla tecnologia RFID.

Esistono inoltre soluzioni basate su codici a barre e sistemi ibridi.

Quanto dura la conservazione dei dati di tracciabilità?

La durata della conservazione dipende dai requisiti normativi applicabili, dalle procedure del centro e dalla tipologia di materiale biologico.

Per i dati relativi alla tracciabilità delle cellule riproduttive e dei donatori sono previsti periodi di conservazione particolarmente lunghi, che devono essere gestiti attraverso registri cartacei o elettronici validati e adeguate procedure di backup.

Conclusioni

Il sistema Witness in laboratorio di PMA rappresenta uno degli strumenti più importanti per garantire qualità, sicurezza e tracciabilità nella fecondazione assistita.

Trasforma la tracciabilità di gameti ed embrioni da un’attività affidata prevalentemente alla vigilanza umana a un processo strutturato, automatico, tracciato e verificabile.

Le evidenze disponibili mostrano che anche nei centri di eccellenza possono verificarsi mismatch e altri errori latenti. Il vantaggio principale del witness elettronico è proprio la possibilità di intercettarli prima che diventino irreversibili.

La tecnologia presenta tuttavia limiti che non devono essere sottovalutati: non identifica necessariamente il singolo embrione, può essere soggetta a malfunzionamenti e non sostituisce la verifica dell’identità della paziente né il giudizio professionale dell’embriologo.

Per la coppia che si affida a un centro di PMA, la presenza di un sistema Witness ben implementato, integrato con procedure di identificazione rigorose, formazione continua e doppio controllo umano nelle fasi non presidiate elettronicamente, rappresenta quindi un importante indicatore di qualità.

L’obiettivo non è affidare la sicurezza esclusivamente alla tecnologia, ma costruire più livelli di protezione indipendenti, affinché un eventuale errore possa essere intercettato prima di produrre conseguenze cliniche.

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