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Microbiota intestinale e fertilità maschile: l’asse intestino-testicolo

Premessa e dimensione del problema

Il declino globale della qualità seminale rappresenta una delle emergenze riproduttive più discusse degli ultimi decenni. Circa l’8-12% delle coppie nel mondo affronta problemi di infertilità, e i fattori maschili contribuiscono approssimativamente al 50% dei casi. In questo contesto, la ricerca si è progressivamente spostata dalla sola analisi endocrina e genetica verso una visione sistemica che include il microbiota intestinale come regolatore chiave della funzione riproduttiva. Il concetto emergente di “androbactoma” — termine coniato per indicare l’insieme dei microrganismi e geni microbici intestinali che influenzano la biosintesi androgenica, la spermatogenesi e l’endocrinologia riproduttiva — riflette la portata di questa rivoluzione concettuale.

L’asse intestino-testicolo: una rete di comunicazione bidirezionale

Definizione e inquadramento

L’asse intestino-testicolo (gut-testis axis) descrive un sistema di comunicazione bidirezionale in cui il microbioma intestinale modula la funzione testicolare — e viceversa — attraverso metaboliti microbici, segnali immunitari, vie neuroendocrine e mediatori epigenetici. Non si tratta di un singolo meccanismo ma di una rete integrata che coinvolge immunità, ormoni, metabolismo e regolazione del sistema nervoso enterico.

La teoria GELDING

Nel 2016, Tremellen ha proposto la teoria GELDING (Gut Endotoxin Leading to a Decline IN Gonadal function), che costituisce uno dei framework interpretativi più influenti. Secondo questo modello, una dieta ipercalorica e ricca di grassi provoca disbiosi intestinale con alterazione delle proteine delle giunzioni strette dell’epitelio intestinale, permeabilità intestinale aumentata (“leaky gut”), traslocazione di endotossine batteriche (lipopolisaccaride, LPS) nella circolazione sistemica, e uno stato infiammatorio cronico di basso grado che compromette gli impulsi dell’ormone luteinizzante (LH) e interferisce con la produzione intra-testicolare di testosterone.

Meccanismi patofisiologici specifici

Infiammazione sistemica e stress ossidativo

Quando la barriera intestinale è compromessa, LPS e citochine pro-infiammatorie (TNF-α, IL-6, IL-1β) raggiungono la circolazione e il tessuto testicolare. L’infiltrazione di macrofagi e cellule T nell’epididimo è stata dimostrata sperimentalmente: il trapianto di microbiota fecale (FMT) da topi alimentati con dieta ad alto contenuto di grassi ha indotto nei riceventi un aumento significativo delle citochine pro-infiammatorie nell’epididimo e una riduzione marcata della spermatogenesi e della motilità spermatica. Lo stress ossidativo risultante dalla disbiosi genera specie reattive dell’ossigeno (ROS) che frammentano il DNA spermatico, compromettono la membrana cellulare e danneggiano la funzionalità mitocondriale degli spermatozoi.

Modulazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi (HPG)

Il microbiota intestinale influenza l’asse HPG a più livelli. I topi germ-free (privi di microbiota) presentano livelli ridotti sia di FSH che di LH rispetto ai topi con microbiota naturale. Esperimenti hanno dimostrato che il trasferimento di microbiota maschile in topi femmina è sufficiente ad aumentare la produzione di testosterone, suggerendo una relazione causale diretta.

Acidi grassi a catena corta (SCFA)

Gli SCFA — acetato, propionato e butirrato — prodotti dalla fermentazione batterica delle fibre alimentari, rappresentano forse i mediatori più importanti dell’asse intestino-testicolo.

  • Il butirrato migliora la disfunzione spermatogenica indotta da dieta iperlipidica ripristinando l’omeostasi metabolica testicolare.
  • Il butirrato  ha un ruolo critico nel bilancio redox testicolare.
  • Clostridium butyricum, un alto produttore di acido butirrico, ripristina la permeabilità della barriera emato-testicolare (BTB) riducendo il danno da IL-6.
  • Gli SCFA stimolano il rilascio di ormoni intestinali come GLP-1 e peptide YY (PYY): gli agonisti del GLP-1 aumentano il testosterone sierico nei pazienti diabetici/obesi e migliorano metabolismo degli spermatozoi e motilità.

Acidi grassi polinsaturi (PUFA) e membrana spermatica

Il microbiota intestinale modifica contenuto e proporzione dei PUFA corporei attraverso biotrasformazioni dirette. Il DHA, arricchito nella testa dello spermatozoo umano, è fondamentale per la stabilità della membrana spermatica, la motilità e la prevenzione della reazione acrosomiale spontanea. La sua deplezione causa oligospermia e disordine dell’epitelio spermatogenico. Batteri come Prevotella_9Enterococcus e Bifidobacterium sono correlati alla produzione di DHA e EPA, mentre il trapianto di microbiota benefico (FMT da topi trattati con oligosaccaridi di alginato) ha dimostrato di elevare DHA e EPA testicolari, migliorando spermatogenesi e fertilità (Hao et al., Microbiology Spectrum, 2022; Frontiers in Microbiology, 2024).

IGF-1, glicolisi testicolare e supporto energetico

L’IGF-1, fattore chiave per il mantenimento della pluripotenza delle cellule staminali spermatogoniche, può essere potenziato da aminoacidi a catena ramificata (BCAAs) derivati dal metabolismo microbico e da batteri come Bacillus amyloliquefaciens C-1 e Bacillus subtilis. La via insulina/IGF è coinvolta nella proliferazione FSH-mediata delle cellule di Sertoli e di Leydig immature; la sua assenza causa contrazione testicolare e ridotta produzione spermatica. 

Esosomi intestinali e regolazione epigenetica

Uno studio pubblicato su Advanced Science (2024) ha dimostrato che la disbiosi intestinale altera il profilo dei miRNA degli esosomi circolanti. In particolare, miR-211-5p, sovraregolato negli esosomi di origine intestinale in condizioni di disbiosi, inibisce l’espressione di Meioc (proteina specifica della meiosi) nei testicoli, disturbando il processo meiotico e compromettendo la spermatogenesi. Questa scoperta definisce un ruolo inedito degli esosomi intestinali come ponte molecolare dell’asse intestino-testicolo.

Taxa batterici specifici e loro ruolo nella fertilità maschile

Batteri con effetto favorevole

  • Firmicutes: correlazione positiva con i livelli di testosterone sierico (Andrologia Italiana; PeerJ, 2025)
  • Bacteroidaceae, Enterobacteriales, Escherichia coli: associati a maggiore concentrazione spermatica e migliore motilità
  • Ruminococcus: correlato positivamente con indice testicolare, testosterone, spermina e GABA, regola la spermatogenesi attraverso il metabolismo delle poliammine
  • Lactobacillus, Allobaculum, Bacteroides: elevati dal FMT benefico, aumentano butirrato ematico, EPA, DHA e testosterone testicolare
  • Akkermansia: nodo con maggiore interconnessione nelle reti microbiche dei maschi, rispondente ai cambiamenti ormonali dell’asse HPG

Batteri con effetto sfavorevole

  • Prevotella (in eccesso): correlazione negativa con la concentrazione seminale
  • Allisonella: correlata ad aumento dello stress ossidativo e peggioramento della morfologia spermatica
  • Patogeni opportunisti: maggiore abbondanza in uomini con diabete di tipo 2 e basso testosterone sierico

Evidenze terapeutiche: probiotici, prebiotici e FMT

Trapianto di microbiota fecale (FMT)

Il FMT da topi trattati con oligosaccaridi di alginato (A10-FMT) ha dimostrato di aumentare la concentrazione spermatica (da 217.9 a 286.1 milioni/mL), la motilità (da 29.0% a 40.1%) e il tasso di gravidanza (da 70.2% a 87.4%) in modelli murini di infertilità da dieta iperlipidica. Nel diabete di tipo 1 murino, lo stesso approccio ha ridotto significativamente la glicemia e migliorato la qualità seminale elevando DHA, EPA e testosterone nei testicoli. Ancor più impressionante, il FMT da topi AOS ha aumentato di 10 volte il tasso di gravidanza rispetto al busulfano e quasi raddoppiato il numero di cuccioli vivi per cucciolata.

Probiotici: trial clinici nell’uomo

  • Uno studio clinico randomizzato del 2026 ha confrontato direttamente probiotici e antiossidanti nell’oligoastenoteratozoospermia idiopatica (iOAT): dopo 12 settimane, i probiotici hanno migliorato significativamente la concentrazione spermatica del 103%, superando gli antiossidanti in motilità e morfologia.
  • Lactobacillus rhamnosus CECT8361 e Bifidobacterium longum CECT7347 per 6 settimane hanno migliorato la motilità e ridotto frammentazione del DNA e ROS in uomini astenozoospermici.
  • Lactobacillus rhamnosus PB01 in un modello murino di obesità indotta da dieta ha significativamente aumentato la percentuale di spermatozoi progressivamente motili, testosterone, LH e FSH dopo 4 settimane di supplementazione.
  • Un trial randomizzato post-varicocelectomia ha dimostrato che la supplementazione probiotica migliora significativamente la concentrazione spermatica (33.7 vs 21.1 × 10⁶/mL, p=0.046).
  • Lacticaseibacillus paracaseiL. rhamnosus e Limosilactobacillus fermentum aumentano la motilità spermatica del 30-40% rispetto ai controlli non trattati, potenziando la funzione mitocondriale degli spermatozoi maturi.

Fibre alimentari e dieta

La supplementazione di fibre alimentari migliora il microbiota intestinale e promuove la produzione di SCFA, potenziando spermatogenesi e qualità seminale. In verri, una dieta ad alto contenuto di fibra ha significativamente aumentato la motilità spermatica, il numero di spermatozoi efficaci e i livelli di acetato e SCFA totali nel siero.

Fattori ambientali e stile di vita: il microbiota come mediatore

Una ricerca recentissima (aprile 2026) su Cell Host & Microbe ha rivelato che l’esposizione ad alta quota (> 2500 m) induce disbiosi intestinale con traslocazione di batteri e metaboliti responsabili dell’infiammazione testicolare e della morte degli spermatozoi, confermando ulteriormente l’asse intestino-testicolo come mediatore di stress ambientali sulla fertilità. Anche l’esposizione a inquinanti ambientali come il fluorene-9-bisfenolo (BHPF) causa tossicità riproduttiva attraverso la disbiosi intestinale e il metabolismo lipidico alterato.

Sintesi clinica

Il microbiota intestinale influenza la fertilità maschile attraverso almeno quattro vie principali integrate: infiammazione sistemica (via LPS e citochine), stress ossidativo (ROS e danno al DNA spermatico), disregolazione endocrina (soppressione dell’asse HPG e riduzione del testosterone), e alterazioni epigenetiche (esosomi e miRNA). Gli interventi terapeutici mirati al microbiota — dieta, probiotici, prebiotici e FMT — hanno dimostrato risultati incoraggianti nel miglioramento dei parametri seminali, dei livelli di testosterone e, in modelli animali, della fertilità reale. Nonostante le evidenze siano ormai cospicue e convergenti, occorre riconoscere che gran parte dei dati meccanicistici proviene da modelli animali. Gli studi clinici sull’uomo sono ancora prevalentemente di piccole dimensioni, con disegni cross-sezionali che limitano l’inferenza causale. Sono necessari trial longitudinali di ampia scala e studi interventistici rigorosi per tradurre queste conoscenze in protocolli clinici standardizzati 

Per la pratica clinica in PMA, la valutazione del microbiota intestinale e seminale potrebbe diventare un complemento diagnostico importante nella gestione dell’infertilità maschile idiopatica.

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